+39 339.7019566
Socials:

Testi

Cellule a Milano

Cellule a Milano

“Cellule” a Milano

di Angela Sanna

Quanta strada hanno già percorso le “cellule” di Walter Puppo, da quello scorcio degli anni Novanta che le ha viste comparire, in punta di piedi, come particelle libere e vaganti, intente a consegnare alla pittura la prima scintilla di un firmamento ancora oggi in divenire. Mille “cellule” per mille luoghi, si potrebbe dire, quelle che l’artista ha creato vagando ovunque nel proprio orizzonte mentale, ma anche nel paesaggio architettonico e naturale, alla ricerca di presenze biomorfe che lui stesso avrebbe poi scelto con cura per trasferirle sulla tela - o altri supporti – e animarle di nuove forme, luci e colori. Isolate o assemblate in poche unità, le “cellule” hanno sempre tenuto fede al loro significato originario, che è quello, simbolico, di una vita elementare, forse un’isola, una pietra, una goccia, un seme, una perla e, comunque, una presenza solitaria in un mondo massificato, una nota delicata in una società urlante … Figura astratta, variabile nelle dimensioni e nella morfologia, la “cellula” ha conosciuto molteplici declinazioni nelle mani del suo autore, che ne ha studiato colori e sfumature, dalle tonalità più accese a quelle più smorzate, utilizzando oli, acrilici, grafite; ne ha scelto accuratamente anche i materiali, adoperando inizialmente tele, legno e carte per poi adottare, in tempi più recenti, alluminio e forex per la riproduzione di “cellule” computerizzate.

La sperimentazione di Walter Puppo con questi piccoli organismi prosegue ancora oggi, come una relazione esclusiva che supera tutte le prove, persino quella dei continui spostamenti dell’artista da uno studio all’altro, da una località a un’altra. Quest’aspetto del viandante, sostanziale alla sua vita, non solo non costituisce nessun rischio per la sua ricerca, ma si potrebbe anzi considerarlo come linfa per le “cellule”, che vanno così ad impregnarsi di atmosfere sempre nuove. Da qualche anno Walter Puppo alterna lunghi soggiorni tra la natia Toscana e Milano, sua meta prediletta. Proprio Milano, dove l’artista si è ora stabilito, costituisce l’oggetto di un’indagine, avviata da qualche tempo, che approfondisce il rapporto tra le “cellule”, l’architettura contemporanea e il design. La serie “Cell-Milan” si colloca in questa nuova fase – per la verità già collaudata negli anni scorsi con dettagli di affreschi antichi e scorci di località – che vede l’autore alternare la tecnica pittorica con le stampe digitali su forex. In queste prove assistiamo all’evoluzione di una ricerca già orientata su composizioni essenziali e aniconiche, tra cui le “cellule” classiche, come le definisce lo stesso Walter Puppo, e su elaborazioni più articolate dove le “cellule” si sovrappongono ad elementi esterni, urbani o naturali. Elementi, questi, carpiti o fotografati un po’ ovunque dal nostro artista con un calibrato dosaggio di attenzione e casualità. Le “Cell-Milan” costituiscono l’esito più recente di questo procedimento, in base al quale le “cellule” sostano, sospese e vistose, davanti a palazzi e grattacieli della città, da Zona Tortona a Piazza Gae Aulenti fino a Piazza Città di Lombardia. Con colori e consistenze variabili, che ne modulano la levità, la luminosità e le trasparenze, esse si posizionano in primo piano stagliandosi su pareti di vetro e acciaio, su superfici di pietra, si prospetti di palazzi. Un felice connubio che saluta l’architettura, specie quella odierna, focalizzandone i dettagli astratto-geometrici come le linee, gli spigoli, i rettangoli, ai quali si contrappongono le rotondità festose delle “cellule”: forse un nuovo tipo di ricerca astratto-geometrica - ci piace pensare - che agli elementi architettonici della classicità, celebrati decenni or sono dalla pittura astratta italiana, preferisce componenti di stringente attualità. Si potrebbe però anche trattare di un omaggio, di un’interpretazione oppure ancora di una citazione, imperiosamente siglata dalle “cellule”, della fotografia d’architettura, recente e meno recente, ammiccante all’astrazione. Oppure ancora di un casuale clin d’oeil all’architettura come illusione, sul filo di una lunga tradizione resa illustre da innumerevoli maestri, dai quadraturisti all’Architettura radicale, e oltre. Comunque sia, sappiamo dallo stesso artista che queste opere non comportano soltanto un’operazione artistica ma anche un approccio più intimo e manuale al design, come lascerebbe intendere, peraltro, la funzione di arredo e di illuminazione delle light-box. Cosa con la quale si accorderebbe anche l’uso del forex, materiale ben noto nel settore dell’edilizia e dell’architettura d’interni.

Quanto alle nuove “Cellule-sagome”, esse segnano una diramazione nel percorso di Walter Puppo. Sebbene la loro configurazione derivi dalle “cellule” classiche, esse si sono via via emancipate dalla bidimensionalità del supporto per emergere come sculture o rilievi dallo spessore molto ridotto. Le forme che assumono non sfuggono al prototipo ovoidale, eppure variano di continuo, ora allungandosi ora dilatandosi, ora ancora trasformandosi in sagome dai contorni marcati e ben definiti. Alcune di esse, di cui non rimane che il perimetro, sembrano aver disertato il supporto generando così cornici vuote che l’artista piega lievemente o appoggia tra la parete e il pavimento. Su questa falsariga le “cellule” si convertono in soluzioni tridimensionali connotate da contrasti netti di colore, materiali, forme chiuse e aperte, vuoti e pieni, spigolosità e rotondità, e perfino di “cellule” gemelle. Se ciascuno di questi lavori può essere pensato e presentato singolarmente, può altrettanto aggregarsi con i suoi simili a formare un’installazione in ambienti interni o esterni. E’ quanto è accaduto, di recente, sull’Isola d’Elba, e precisamente a Marciana, per il cui Comune Walter Puppo ha realizzato installazioni sia nella Fortezza Pisana sia sulla Piazza principale. Avvicinando così le “cellule” all’arte pubblica e ambientale, l’artista le ha ricongiunte per una breve tappa con l’isola natia per poi dirottarle nuovamente su Milano prima di un altro, potenziale cambiamento di rotta.

Altri testi

© 2017. Walter Puppo | Privacy | Crediti...